Arrugginite

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Che colore indossate oggi? Siete vestite di nero, di blu o di grigio? Non vi siete accorte che è esplosa la mania del rust, il colore per tutte le donne, per tutte le etnie, per tutto il giorno? Dalle Alpi alle Piramidi, da Parigi a New York, da Berlino a Napoli, il rust invade gli armadi, dopo essere stato proposto nelle passerelle. Rust is the new black. Rust never die. O rust o niente.

Vi state chiedendo #checazzoèilrust?

Il rust è il color ruggine, nuance preferita degli anni Settanta, tipica dell’architettura postindustriale e molto di moda anche nei boschi e nei parchi in autunno.

Cosa?! Non avete neanche un capo di abbigliamento di quel colore, perché avete sempre pensato che fa cagare e vi sta malissimo vicino alla pelle che, dopo le glorie estive, sta virando verso una preoccupante tonalità grigio calce?

E’ ora di correre ai ripari! Le possibilità e le sfumature di questo irrinunciabile must della stagione sono molteplici: gli stilisti lo abbinano al blu petrolio, al verde, ma anche ai colori chiari (per un effetto più classico) e – udite, udite – al NERO. Lo so che la mamma vi ha vietato di accostare nero e marrone, nero e blu, ma è ora di tagliare il cordone ombelicale, no?

Se avete l’armadio pieno di vestiti niente paura. Il rust si può mettere sui capelli (sembra che Emma Stone l’abbia sfoggiato all’ultimo Festival di Venezia), oppure sulle unghie nella manicure, e ancora potete comprarvi una tazza all’IKEA o prendervi un gatto arancione. Io per esempio possiedo un servizio di piatti ruggine: pare che il marrone tolga l’appetito (non è vero N.d.R.).

Se avete ancora bisogno di ispirazione, sappiate che su Instagram esistono tre milioni di post con #rust e #rusty e che le fashion blogger lo consigliano accostato al rosa, al rosso fuoco, al verde lime e al senape, per aumentare considerevolmente l’effetto fastidio.

Concludendo, se andate pazze per il look anni Settanta che impera ovunque, se avete i capelli rossi e le lentiggini, se siete un divano, una zucca o un mattone, possibilmente vintage, il rust è il vostro colore. Per tutti gli altri c’è il solito nero.

#fashionisnotacanyon

Istruzione superiore, ricerca e innovazione: cosa indossare?

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Sei un’insegnante alle medie o all’università? Ti hanno appena offerto un posto al CNR o alla Biblioteca Vaticana? A venticinque anni sei già ricercatrice alla Facoltà di matematica della Normale di Pisa? Sei un medico, non importa la specializzazione? Il tuo cervello ha decisamente più appeal delle tue tette?

Probabilmente sei molto intelligente ma il tuo budget è limitato perché:

  1. Sei single
  2. Sei single con uno o più figli a carico
  3. Sei separata
  4. Sei separata con uno o più figli a carico
  5. Hai un marito e almeno due figli
  6. Hai il vizio del gioco

Dimentica i brand e scegli un piccolo negozio del centro dove la commessa è molto paziente, non troppo chiacchierona o tendente alla malinconia. Chi ti vende i vestiti deve essere capace di empatia, perché dovrà aiutarti a scegliere abiti che ti donano nel minor tempo possibile e senza cercare di rifilarti inutili accessori che non indosserai MAI.

Ricorda che quello che compri ti accompagnerà dal primo mattino alla sera inoltrata e che dovrai aggiungere circa dieci euro per ogni passaggio in tintoria.

Detto questo, andiamo a elencare senza indugio i must have della ricercatrice/dirigente/manager/executive/strategic/masterandcommander

  • scarpe piatte stringate o inglesine nere (da evitare oro, argento o bronzo, non siete da podio)
  • camicia bianca manica lunga (da preferire i tessuti che non sgualciscono, di solito costano anche meno)
  • un paio di jeans che vi facciano davvero un bel culo. Impresa difficile, non perché non abbiate un bel culo, ma perché il jeans è un tessuto complicato che si adatta male al corpo femminile. Non demordete, si-può-fare, magari spendendo un po’ di più.
  • blusa manica lunga morbida con frange, frappe, nastri, fantasie e scollo a piacere. Evitate i fiorellini, non stanno bene a nessuna che abbia compiuto undici anni.
  • pantaloni neri o gonna lunga nera. Il nero è comodo, ma lontano dal viso, per carità, a meno che non siate rosse di capelli.
  • giacca che non vi faccia sembrare il tenente Hartman e non vi faccia sudare come maratoneti. Ce ne sono di fantastiche in maglina, colori vari.
  • un bel completo intimo. Se vi sentite sexy sarete più determinate.
  • giubbotto di pelle (rosso, nero, blu, no marrone, effetto easy rider)
  • una collezione di sciarpe vivaci, a gusto personale. Potete comprarne una ogni volta che vi sentite giù. Con poca spesa ravvivano qualunque maglietta triste.
  • se portate gli occhiali scegliete con cura la montatura, intonata ai vostri occhi, e soprattutto adatta al vostro stile.
  • un abito fashion, cazzo, ce lo possiamo permettere? Se va il maculato, macchie, se va il rigato, righe, se va l’hippy, frange, se va il rosso Ferrari, rouge, se vanno i pois, palle, se va il nero, basta così, abbiamo l’armadio pieno.

#fashionisnotacanyon