Il pelo nell’uomo

Barba (foto di Andrew Welch)Andrewwelch

I tabù della società occidentale sono innumerevoli e quasi sempre legati alla sessualità.

Uno per tutti, la fobia dei peli, che ha raggiunto proporzioni allarmanti.

Non so se esista una parola per esprimere la sensazione di disagio o di ripugnanza causata dai peli che crescono sul corpo umano, ma mi preoccupa l’escalation che dagli anni Sessanta in poi ha portato la popolazione occidentale a dichiarare una guerra totale contro il pelo.

Questo furibondo conflitto, al pari di tutte le grandi guerre del passato e del presente, genera fatturati enormi che si misurano in cifre astronomiche accumulate dall’industria estetica e cosmetica che ruota intorno alla pelosa questione. Basti dire solo questo: siamo giunti alla settima edizione del mitico Epilady, che fece la sua comparsa nei beauty case delle donne nella seconda metà degli anni Novanta, per essere inizialmente accantonato perché troppo doloroso e poco efficace. Attualmente l’Epilady è un perfetto diserbante da usare senza filo e sotto la doccia, completo di lucina mistica che illumina il corpo nella ricerca dei peli superflui, anche i più timidi e refrattari.

Ma vengo subito al punto.

Sono lontani i tempi in cui farsi la ceretta al petto era classificato sport estremo o prova di coraggio riservata a temerari quanto squilibrati personaggi televisivi americani che alternavano gli strazianti strappi ad altre allucinanti performance come ingoiare un pesce vivo o dormire con un alligatore in casa.

Oggi moltissimi maschi, per lo più giovani o presunti tali, si depilano petto, gambe e viso manco dovessero sfilare per Victoria’s Secret, in una corsa sempre più lanciata verso l’uomo liscio, che è anche il titolo dell’ultimo romanzo del bravissimo scrittore bolognese Gianluca Morozzi,  a proposito di un uomo improvvisamente privato degli attributi virili. I peli e la barba infatti, fino a prova contraria, sono caratteri sessuali secondari del maschio che compaiono durante l’adolescenza per effetto degli ormoni. Quindi, che tipo di problema c’è con la mascolinità? Perché i maschi moderni vogliono essere lisci come le femmine?

Da donna all’antica, quale sono, non disdegno il piacere di appoggiare la guancia sopra un morbido e caldo petto villoso. Conosco addirittura uomini appassionati di ascelle femminili abitate da lussureggianti giardinetti.

Ma i gusti sono gusti, per l’amor del cielo.

Quello che mi sfugge è il senso profondo della depilazione maschile, pratica capace di minare alle basi l’ideologia delle pari opportunità per tutti.

Mi spiego meglio: se l’obiettivo delle donne è di ottenere le stesse occasioni dei maschi in termini di accesso a istruzione e lavoro, salute e diritti, come è potuto accadere che mentre le donne hanno smesso di tingersi i capelli, gli uomini hanno iniziato a modellarsi le sopracciglia come dive di Hollywood?

Cos’è andato storto? Chi dobbiamo ringraziare per questo? Boy George? La saga di Ritorno al Futuro? La criminalità organizzata che a ogni latitudine estrae la droga dai bulbi piliferi a nostra insaputa? Il complottismo su base estetica?

Personalmente non mi rassegno all’idea che Cristiano Ronaldo, con il petto e le gambe completamente glabri e quelle sopracciglia ad ali di gabbiano che nemmeno Ava Gardner, sia considerato uno dei maschi più sexy del pianeta.

Peccato però che questo furore antipelo non vada a colpire come un virus certi indecorosi individui, che esibiscono spalle e pance pelose in coda alla rosticceria sul lungomare per ritirare il cibo da asporto, senza che nemmeno li sfiori l’idea di frapporre tra loro e il resto del mondo una salvifica t-shirt, sia pure della squadra del cuore.

Mi auguro infine che, per la gioia di tutti i nostalgici e di tutte le nostalgiche, un canale digitale a caso metta in palinsesto una retrospettiva di film erotici degli anni Settanta, dove gli uomini erano pelosi e le donne si facevano la tinta, ma soprattutto dove i telefoni erano bianchi e fissati al muro da una specie di misterioso guinzaglio…

Lorenza Ravaglia

5 commenti

  1. Ahahah analogo tema lo trattai al femminile. Sono, ma non credo nemmeno si tratti di essere all’antica, per il pelo o comunque contro questa fobia, contro la deforestazione(almeno un aiuolina piccina!) e contro il marketting di questa industria della cosmesi che ci vorrebbe tutti uguali.

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