Una notte all’Ikea

tavoliniSophiaBaboolal

I’m all lost in the supermarket/ I can no longer shop happily

I came in here for that special offer/ A guaranteed personality

(The Clash, 1979)

Stava valutando la differenza al tatto tra il lenzuolo DVALA e il lenzuolo SÖMNIG, senza peraltro riuscirci, quando si accorse di essere sola.

GÄSPA!” esclamò, incredula.

Si aggirò tra i camminamenti che portavano dai soggiorni ai bagni passando per le cucine e gli uffici, ma non c’era più nessuno, neanche una guardia a presidiare le casse, nemmeno un addetto alle pulizie. Per terra, vicino all’Ikea dei piccoli, raccolse un leccalecca appiccicoso e arancione.

Nessuna moglie  richiamava all’ordine il marito distratto, nessun bambino si arrampicava sulla mensola LACK nel tentativo di accaparrarsi un orsetto BJORN, nessun nonno spingeva il carrello a guisa di un deambulatore, bloccando il traffico.

Un silenzio irreale esplose nelle sue orecchie, come il rombo dei motori quando l’aereo è al decollo.

“C’è qualcuno?!” chiamò.

Non ottenne risposta, e il suono della sua voce si disperse in mille rivoli per finire sopra i cuscini SGOKSEK  e ULLKAKTUS, declinati in varie tinte e bizzarre fantasie.

Si sentì improvvisamente affamata e si diresse verso la bottega svedese, dove cenò a base di VILT KORV, salsiccia di alce affumicata ed essiccata, innaffiata da una buona bottiglia di ISTE TALLSMAK, tè freddo all’aroma di pino. Concluse il nordico pasto con una mezza scatola di biscotti natalizi allo zenzero, e tentò di digerire il tutto scolandosi una bottiglia di SNAPS AKVAVIT, che la fece sentire un po’ triste e un po’ felice allo stesso tempo.

Tornò indietro, e si diresse nella zona soggiorno, dove i confortevoli divani letto l’aspettavano, con le coperte di pile giallo limone buttate a coprire i ruvidi tessuti nei colori grigio piombo e caco maturo. Scelse un BACKABRO, nella versione nera con chaise-longue. Si coricò sul materasso multistrato monocorde sottomarca, indossando un paio di pantofole rosse scontate specialmente per i soci. Si addormentò di colpo. E sognò.

Sognò di essere Ulla Bjornsson, nella sua casa di Uppsala.

Nel sogno Ulla passeggia col fidanzato Olaf Svensson per le strade della città svedese, sferzati dal gelido vento del nord. Indossano giacche pesanti e stivali, sciarpe e berretti colorati. Arrivano a casa. Salgono pochi gradini fino alla porta, che è verde smeraldo. Lui infila la chiave nella toppa e li accoglie un gradevole tepore. La stufa a pellet è accesa. Lei si spoglia completamente nuda e indossa una semplice t-shirt bianca, poi scalda l’acqua per il tè nella teiera VARDAGEN e lo versa nelle tazze FÄRGRIK, quella verdina per lei, l’azzurra per lui. Ulla prepara anche un piattino di biscotti PEPPARKAKA alle mandorle, i loro preferiti. Lui sta già leggendo il giornale seduto sulla sua poltrona EKTORP, color grigio scuro, lei appoggia il vassoio sul tavolino STOCKHOLM, poi si distende sul divano VALLENTUNA, in una nuance beige, che si intona con le sue gambe nude, perfettamente depilate. Lui non alza gli occhi dal quotidiano che sta sfogliando ma le porge senza una parola il vibratore KULINARISK, coordinato con il dildo UNDERVERK. Ulla indossa anche un paio di manette SGOLMORD, ma non le fissa ai polsi, per maneggiare meglio gli accessori. Non appena Ulla ha esaurito l’intervallo dell’eccitazione, Olaf indossa la cintura HISHULT, completa di manganello BÖJA e praticano bondage per circa 9 minuti, poi la pentola a pressione manda un fischio penetrante, per avvertire che le polpette GRÖNSAKBULLAR sono cotte. Ulla si interrompe e va a preparare il purè di patate POTATISMOS. Nel frattempo Olaf finisce di masturbarsi davanti a un film porno, poi riprende la lettura delle pagine sportive, che tiene sempre per ultime, per un maggiore godimento. Appena in tempo, perché Peter e Annika sono tornati da scuola. I bambini mangiano le polpette e il purè, poi tutti insieme giocano al ristorante con gli accessori della cucina DUKTIG. Infine Anna mette a letto il suo cane triste di peluche HOPPIG e nella casa si spengono tutte le luci al LED a basso consumo energetico.

Al mattino, una guardia della sicurezza la strattonò con violenza prendendola per un braccio.

“OH, SVEGLIA! Che ci fai tu qui?”

Lei si stropicciò gli occhi. Le scappava la pipì.

“Sono rimasta chiusa dentro. Posso fare colazione?”

“Ma che colazione! Devi uscire subito, prima che se ne accorgano. Ti devo perquisire? Hai rubato qualcosa?”

“No, no” mentì lei, sperando che la guardia non si accorgesse delle bottiglie e dei sacchetti infilati sotto il letto.

Se ne andò in gran fretta per non rispondere del furto di cibo. Tenne la pipì per tutta la tangenziale, ma al primo autogrill corse a svuotare la vescica.

Mentre stava seduta sul water sussurrò: “Olaf…”

Era ancora vivido il ricordo del biondo vichingo con la sua cintura in pelle nera e nient’altro addosso.

Sospirò. Il nuovo catalogo stava per arrivare, per un’ altra esperienza unica e sorprendente, a prezzi ancora più bassi. La Svezia era sempre più vicina.

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