Matrimoni mesti

Maddalena è madre di due figlie adolescenti, vive in una città di provincia ed è sposata da vent’anni con lo stesso uomo. La sua parabola assomiglia alla trama del film Sliding doors al contrario: come perdere ogni buona occasione per essere felice.

Tutte le sere alle otto Maddalena carica la lavatrice completa di asciugatrice con gli abiti sporchi delle figlie e del marito. Maddalena ha 49 anni ed è casalinga dal 1999, l’anno della sua laurea in Scienze della Comunicazione, una delle prime triennali conseguite col nuovo ordinamento.

A pochi mesi dalla discussione della tesi, intitolata “Teoria del wedding marketing: storia e comunicazione del matrimonio in Italia”, Maddalena non ebbe altro scopo nella vita che convolare a giuste nozze e allevare i figli avuti in dono da Dio.

Il suo sogno veniva da lontano: per prima cosa Maddalena si concentrò nel reperimento della materia prima, cioè un uomo all’altezza delle sue aspettative. Maddalena era una bellissima ragazza e molti giovani di buona famiglia le ronzavano intorno.

“All’inizio, quando immaginavo la disposizione degli invitati ai tavoli del mio matrimonio – spiega Maddalena – non avevo idea di chi avrei sposato. In Italia di solito le donne si innamorano dei ragazzi belli e ricchi, ma poi sposano il primo che glielo chiede. Io volevo che andasse diversamente. Nell’estate dei miei 21 anni feci un accurato casting per non lasciare niente al caso.”

L’uomo giusto

Quell’estate Maddalena aveva in programma una piccola vacanza a Perugia da un’amica. Non era una scelta casuale: l’amica era provvista di un cugino ricco e belloccio, con un discreto patrimonio immobiliare alle spalle. Dopo il diploma, il giovane si era iscritto alla facoltà di economia e commercio ma, dopo avere compreso che per dare gli esami era necessario aprire i libri, si era ben presto ravveduto e vendeva motorini nella concessionaria di famiglia. Maddalena era orfana. I suoi genitori erano morti qualche anno prima di malattia, a breve distanza l’uno dall’altra. Dalla loro morte viveva a Napoli con una zia zitella.

La vita era dura per una bellissima ragazza dai capelli rossi, in giro era pieno di pezzenti che volevano farsela a costo zero, ma lei aveva grandi speranze. Qualche mese prima la sua amica Barbara era scesa a Napoli per una settimana e le aveva parlato a lungo della delicatezza dei modi e della galanteria del cugino, che, benché un po’ effemminato all’apparenza, amava le donne e il buon vino come ogni bravo italiano. Maddalena faceva la commessa in una boutique e aveva investito un piccolo gruzzolo in un nuovo taglio di capelli e in una ceretta brasiliana. Grazie alle referenze fornite dall’amica e alla propria determinazione, il cugino sarebbe stato suo in men che non si dica.

Viaggi organizzati

“Conoscerlo significava amarlo – spiega Maddalena – Franco non era come adesso, con la chierica e la psoriasi. Era un gran Figo. Tutte le ragazze volevano mettersi con lui. In più era rapace, predatorio. Nessuna poteva resistere al suo imperio ormonale.”

Giunta a Perugia, Maddalena seppe che la sua amica Barbara aveva organizzato una festa a casa sua per presentarle il cugino. Tra gli invitati c’era anche il migliore amico di Franco, Saverio, un brillante studente in ingegneria che spesso eccedeva nell’uso di alcol, ma che vantava un c.v. impeccabile, dalla famiglia perbene alla conoscenza di due lingue.

Maddalena indossò un abito nero e scollato, sandali neri col tacco e un girocollo con un piccolo zircone. Presto sarebbe diventato un diamante. Non aveva dubbi sul proprio fascino ed era certa che Franco non le avrebbe staccato gli occhi di dosso, quella sera e per sempre. La festa era iniziata da poco, quando suonarono alla porta i due ospiti più attesi: Franco e il suo amico Saverio, famoso per la carica di contagiosa simpatia e per il senso di giustizia nei confronti delle ragazze. Saverio amava ripetere che una sigaretta e un pompino non si negano a nessuno. Maddalena era al corrente dell’esuberanza di Saverio ma non ne faceva una questione. Con un battito di ciglia avrebbe risolto ogni cosa.

Quando Franco e Saverio entrarono in casa, Maddalena si accorse che non erano soli: li accompagnava la cugina di Saverio, una certa Francesca. La ragazza, diciottenne, era a Perugia da pochi giorni e Saverio l’aveva affidata alle cure del suo migliore amico, dal momento che lui era occupato a preparare l’ultimo esame prima della pausa natalizia.

Ci fu uno scambio di saluti tra cugini e cugine, amiche delle cugine e amici dei cugini, in un intreccio di parentele noiose e complicate che mando’ Maddalena su tutte le furie.

“Chi cazzo e’ questa stronza?”

Maddalena ricorda di aver imprecato dentro di se’ e di non aver potuto opporsi alla catastrofe. Forte del vantaggio di un paio di giorni e di un evidente fascino, peraltro inspiegabile, la cugina di Saverio aveva conquistato l’attenzione e il cuore di Franco, che era completamente partito per lei. Franco non degno’ Maddalena di uno sguardo e trascorse tutta la serata, incluso il dopocena in discoteca, appiccicato alla fottuta cugina di Saverio.

Maddalena rientrò a Napoli sconfitta, ma non vinta. La maledetta intrusa si levò di torno in capo a qualche giorno e Maddalena invito’ Franco a trascorrere il Capodanno a Napoli con la cugina compiacente e il suo fidanzato. Maddalena non perse tempo. In quarantotto ore Franco dimentico’ la ragazza a cui aveva giurato amore eterno qualche giorno prima. Dopo un paio di telefonate in cui si mostrò evasivo e reticente, Francesca non impiegò molto a capire che Franco aveva altro per la testa, ma la certezza la ebbe un paio di mesi dopo, quando tornò a Perugia e pretese di incontrarlo. Si videro sulla panchina di un triste giardinetto sotto casa di Saverio. Franco non le offrì nemmeno un caffè, nel terrore di essere visto da una spia della terribile “Quasi moglie”. Lui le disse che stava per sposare un’altra, e che l’avrebbe portata in viaggio di nozze a Parigi. Francesca si era imbattuta in un eiaculatore precoce in fidanzamenti. Succede. Devastata dalla delusione e dall’umiliazione, gli scrisse una lettera citando lunghi passi de Il piccolo principe di Saint-Exupery, romanzo altamente sconsigliato ai diabetici e ai deboli di fegato.

“Ce l’aveva piccolo – ricorda Francesca – e in macchina mi torturava con le compilation di Sanremo. Franco era un pacco, e si vestiva come un idiota, invece della cravatta indossava il foulard e portava le scarpe ortopediche.”

Epilogo

Oggi Maddalena e Franco sono sposati e organizzano cene tra amici, che includono anche Saverio, riabilitato dopo un lungo embargo che lo tenne lontano dagli sposini, fino a nuovo ordine di Maddalena. Saverio non si è mai accasato. Ha una fidanzata storica che risiede in una città vicina, lavora tra Singapore e Parigi e ha fatto un sacco di soldi esportando pesci tropicali. Franco non ha mai smesso di amare Francesca e ogni anno si vedono a Roma per un caffè e una trombata.

Quando si incontrano a casa d’altri, Maddalena e Saverio flirtano come tortore. Lui la sommerge di complimenti e tenere attenzioni che lei accoglie con grazia. Alla fidanzata di Saverio sembra non interessare. Il marito di Maddalena, noto buontempone e amico di lunga data di Saverio, non fa una piega. Franco non ha mai considerato Saverio un rivale. Saverio non è innamorato di sua moglie, si diverte a sfotterla. Come nei branchi di orsi, il maschio alfa non si preoccupa dei maschi subordinati, dopo averli già sottomessi. Diversamente, l’arrivo di un intruso  nel gruppo, ad esempio il maestro di tennis della figlia minore, provocò una reazione intensa e motivata nel capo branco, che esercitò il proprio dominio informando tutti gli amici e conoscenti della condotta della moglie, utilizzando sia i social che i tradizionali mezzi a stampa. Nel marzo del 2016 Franco pubblicò il seguente annuncio a pagamento sulle pagine di un noto quotidiano locale:

“Con la presente intendo rivolgere un unico, enorme, sincero, infinito GRAZIE a mia moglie Maddalena che amo ed adoro con tutto me stesso. La sua intelligenza acutissima e la sua elevata preparazione culturale, la pazienza e la tolleranza infinita, la bellezza vera e senza pari, interiore ed esteriore che la contraddistinguono, l’amore smisurato del quale è straordinariamente capace, la rendono mamma e moglie spettacolare, unica al mondo, tanto da non aver mai attraversato alcun periodo di crisi con lei, neanche per un solo giorno.

La decisione di non avere altre donne, come il mio censo e il mio genere potrebbero giustificare, motivata esclusivamente dalla mia precisa volontà di anteporre la priorità assoluta della mia vita, mia moglie, a qualsiasi altra situazione o circostanza, potrebbe essere rimessa in discussione dalle conseguenze di imperdonabili errori, causati da totale annebbiamento e svilimento profondo del suo essere che l’hanno condotta a comportamenti inauditi, sgradevoli, protratti nel tempo e del tutto lontani dalla sua reale volontà, aderendo con colpevole leggerezza a subdole sollecitazioni scorrette e sconvenienti.

Tali gravissimi errori da lei commessi nella sua sfera privata, oltre ad esigere le sue scuse nei miei confronti, dal punto di vista etico la qualificano indubbiamente come ZOCCOLA, ma in quanto moglie legittima e madre della mie figlie ho deciso di perdonarla. In fede, Franco Malvaldi.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...