La prova costume: istruzioni per l’uso

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Dopo aver chiarito qual è la vera natura della prova costume, è il momento di affrontarla con coraggio e determinazione, allo scopo di uscire dalla cabina-bara con il sudato costume NUOVO di cui abbiamo assoluto bisogno.

Come già anticipato nel precedente articolo La prova costume , l’ideale sarebbe provare il costume in una cabina semibuia in un negozio male illuminato, condizione quasi impossibile e altamente improbabile da trovare in un outlet o in un centro commerciale. Non è nemmeno praticabile l’opzione di buttare in un sacco venticinque costumi di svariati colori, fogge e taglie e chiedere alla commessa di provarli a casa: chiamerebbe la security in un battito d’ali.

La vera selezione si fa prima di entrare in cabina: dobbiamo essere certe di provare un indumento che dia una sia pur debole speranza di successo alla nostra ricerca del Sacro Graal.

Fogge e taglie

Conoscere la propria taglia è come l’algoritmo di Facebook: si sa che esiste ma nessuno lo indovina. E allora non si può che procedere a tentativi, così, se vi piace un costume, portate in cabina almeno due taglie papabili e provatele entrambe, sia il sopra che il sotto, non siate pigre. La mutanda deve essere contenitiva ma non troppo. Diffidate di quei mutandoni alti fin sopra l’ombelico che sembrano fatti apposta per nascondere la pancia ma che invece finiscono per evidenziarla ancora di più. La realtà è che sono concepiti per chi la pancia non ce l’ha: donne adulte taglia 40 e ragazzine in età prepuberale. Se non appartenete a una dei queste due categorie passate oltre. Da evitare anche gli slippini fermati ai fianchi con le stringhe o i fiocchetti. La commessa vi dirà che potete regolarli in base alle vostre necessità: menzogna! Una mia amica è rimasta intrappolata nella cabina-bara nel vano tentativo di allacciarsi le stringhe del pezzo di sotto: quando annodava le estremità della parte destra, i pezzi a sinistra strizzavano o penzolavano miseramente e così via, mentre i minuti e le ore passavano e lei perdeva ogni speranza di uscire viva di lì. L’hanno trovata disidratata e in preda al delirio alla chiusura. Non serve dire che le mutande brasiliane le lasciamo alle ballerine di salsa, a chi possiede il posteriore ormonato (ragazze dai 12 ai 29 anni) o alle donne che praticano atletica, in particolare salto in lungo. Restano la mutanda classica e quella con le finestrelle nei fianchi, quest’ultima da evitare se i fianchi sono effettivamente molto generosi. Il pezzo di sopra è a discrezione: i reggiseni a fascia non sono indicati sopra la misura quarta, anche perchè il minimo movimento scomposto provocherebbe onde anomale di testosterone. I triangoli sono adatti alle coppe piccole, che stanno su anche da sole. Attenzione ai balconcini imbottiti e ai push up: in presenza di coppe distanziate tra loro l’effetto strizza e spingi potrebbe causare crisi respiratorie.

Colori

Il colore del momento è il verde? Se non siete state al mare almeno quattro week end a rosolarvi, ignoratelo. L’effetto del colore verde applicato direttamente sulla pelle diafana, anche in presenza di macchie, può dare reminescenze ospedaliere:  se vi sentite come in sala operatoria, anche no. Altri colori estremi come il giallo, il lilla, il viola, il rosa e l’azzurro pastello sono altamente sconsigliati: non avete cinque anni. Il bianco può evocare ambienti sanitari così come il verde: da evitare se non avete l’esoscheletro, la muscolatura e il colore della pelle di Beyoncè. Cosa resta? E’ presto detto: nero, rosso, blu, turchese, per le più abbronzate fucsia e arancione. Se volete veramente farvi notare provate col dorato o l’argentato, ma c’è il rischio dell’effetto uovo al tegamino: scottature in agguato. Per l’amor di Dio non comprate un costume marrone: se vi perdete in mezzo agli scogli nessuno vi vedrà.

Fantasie

Triangolini, quadrettini, paperine, gelatini, pesciolini e ombrellini: si possono elencare all’infinito le raccapriccianti fantasie ideate da stilisti depressi che assumono droghe tagliate male. Non lasciate che quei disegni colorati vi riportino alla vostra infanzia: non vi faranno sentire a posto e coccolate come quando c’era la mamma in giro. Se vi piacciono i pois e le righe verticali o trasversali non posso impedirvi di indossarli, ma con un’avvertenza: ogni genere di circonferenza o riga disegnata sul corpo di una donna la fa sembrare un segnale stradale. Tenetene conto. Apro una piccola parentesi sui lustrini: le applicazioni in grandi quantità includono l’utilizzo di una pari dose di colla, ergo pesano. A volte i lustrini grattano la pelle delicata e arrossata dal sole. Quando cominceranno a staccarsi vi faranno incazzare, ma soprattutto potrebbero attirare i gabbiani che vi scambiano per luccicanti cartine piene di briciole gustose. Last but not least, come diceva il genio, consideriamo le stampe animalesche. Le stoffe leopardate, zebrate, tigrate e genericamente maculate, sul corpo di una donna hanno un duplice effetto: possono ricordare al cervello dell’uomo medio un documentario di Superquark sulla savana oppure quella volta che gli amici lo hanno portato in gita per guardare la danza acrobatica. Vedete voi. In ogni caso sdrammatizzare aiuta sempre, ad esempio decorando i vostri fianchi con un gonnellino di paglia e imparando a suonare i bonghi.

Conclusioni

Questo piccolo decalogo non è nemmeno lontanamente un diktat: tutto quello che vi fa sentire bene, va bene per voi. E per fortuna, le vacanze al mare durano poco. Qualche avvertimento finale. Se amate nuotare, non acquistate costumi decorati e ricoperti di gingilli, ve ne pentireste. Se vi interessa il sole, evitate come la peste quelle fogge strane, il pezzo di sopra unito con un’anella al pezzo di sotto, monospalla eccetera, roba che dopo dieci minuti di esposizione vi trovereste completamente striate e solcate da imbarazzanti disegni geometrici che scompariranno solo a novembre dopo quattrocento docce e venti scrub.

La missione può incominciare. Siete donne e potete riuscire in qualunque cosa.

Buona fortuna e buona estate.

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