Fantasmi d’amore

Questi fantasmi! è una delle commedie più importanti di Eduardo De Filippo. Scritta nel 1945, fu tra le prime ad essere rappresentata all’estero, a Parigi, nel 1955. Eduardo mette in scena un triangolo amoroso, che si configura come un quadrilatero, perchè tra lui, lei e l’altro si inserisce il fantasma, il fantasma dell’amore.

Che cos’è l’amore, sembra chiedersi il genio della drammaturgia italiana, quel geniale sceneggiatore del cuore e dell’anima che fu De Filippo. L’amore è una parvenza, una musica che irrompe improvvisa, un accidente, un caso o una malia? L’amore coniugale, poi, esiste? La passione fisica è concreta, si può toccare, annusare e respirare, ma l’amore che insiste e dura nel tempo, quell’amore che si trasforma e sfida il nuovo, per riproporsi sempre uguale ma diverso, quello, si può avere o è solo un’illusione dei poeti?

La vicenda terrena e ultraterrena di Pasquale Lojacono, che si arrabatta per portare a casa il pane (“è così difficile trovare un lavoro onesto”), giunge a un punto di svolta nella possibilità di affittare un antico palazzo infestato dai fantasmi. Pasquale e Maria prendono possesso a titolo gratuito del grande appartamento, ma a condizione che ogni giorno si affaccino dai sessantotto balconi attirando l’attenzione dei vicini battendo tappeti, cantando e ridendo, di modo che la gente non creda più che il palazzo è abitato dai morti. Il matrimonio è in crisi: Maria è insoddisfatta della vita che conduce e si innamora di Alfredo, un facoltoso uomo sposato che Pasquale scambia per un fantasma buono, perchè gli procura denaro lasciandolo nelle tasche di una giacchetta appesa in casa.

Il meraviglioso intreccio di detto e non detto, di amore inconfessato e frustrazione, di delusione e fastidio, di piacere e dispiacere, di verità e menzogne, che è la vita, è rappresentato nel bellissimo duetto tra Pasquale e il portiere Raffaele, che mettono sul tavolo la paga e il suo resto, e se lo intascano entrambi fingendo che siano stati i fantasmi. Qui Pasquale gioca a carte scoperte, e dice chiaramente all’uomo che lui è al corrente di essere stato derubato, e che i soldi trattenuti sono un risarcimento parziale per i furti che il portiere ha commesso a suo danno. La scena chiave illumina il personaggio di Pasquale, che non è lo sciocco credulone, lo zimbello di tutti, come ha fatto credere fino a quel momento. L’imbroglio col portiere fa il paio con la scena del balcone, la spiegazione della famosa ricetta del caffè, tutta basata sul doppio senso della parola “becco”. Pasquale conosce sè stesso e intuisce la verità intrinseca dentro le cose che appaiono e scompaiono, sa chi si nasconde dietro le porte e sotto i letti: è l’amore vero, quello che non si compra e non si chiede, ma si offre alla persona amata senza riserva e senza sconti.

Le figure più dolenti della commedia sono le donne: Maria, delusa dal marito e dall’amante, cerca fuori di sè quello che può renderla felice e Armida, la moglie cornuta di Alfonso intenzionata a far valere le proprie ragioni. Intorno a loro ruotano gli altri personaggi: il miraggio della femminilità attira il maschile e lo fa muovere come un burattinaio pazzo. La passione d’amore fa girare il piccolo mondo compreso in una stanza e tutto quello che sta fuori dal grande palazzo stregato. Quello che ci salva dalla disperazione è l’ironia e la musica, sembra dire Eduardo. “I fantasmi non esistono, li creiamo noi…siamo noi i fantasmi!”.

Il testo della commedia di Eduardo, raffinatissimo e pieno di sottotesti e sottintesi, lascia nel pubblico la sensazione di non aver capito qualcosa di importante. Lo spettatore si sente un po’ come Pasquale quando si accorge delle sparizioni che avvengono nel palazzo, ma non si spiega come avvengano. Si ritorna a casa, in macchina o a piedi, ci si lava i denti, ci si infila nel letto dopo aver indossato il pigiama, e ancora quella sensazione non ci ha abbandonato. Come Pasquale, non ci rassegniamo: il fantasma buono deve ascoltarci e farci la grazia. Si tratta solo di continuare a chiedere, di continuare a vivere.

Questi Fantasmi! al Teatro Stignani di Imola fino a domenica 9 dicembre

Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo Questi fantasmi! Di Eduardo De Filippocon Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Viola Forestiero,Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo, Carmen Annibale, regia Marco Tullio Giordanascene e luci Gianni Carlucciocostumi Francesca Livia Sartorimusiche Andrea Farri

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