INSONNIA


Photo by Annie Spratt on Unsplash

Ricordo

quando restavo in un sogno, senza notte.

Scalciavo, sputavo, strillavo

Eruttavo, come un gonfio vulcano domestico

Soffrivo

senza pace, senza fine

Non mi davo tregua.

Recriminavo

I miei dolori ruminavo

Bovinamente trituravo pensieri

riducendoli in polpa d’ansia

Non mi perdonavo gli sbagli, le scelte

opere e opinioni.

Mi attribuivo ogni misfatto

dall’alba al tramonto.

Nacqui donna,

gli anni migliori trascorsi a capire come liberarmi

dalle briglie che avevo sul collo.

Ancora oggi,

la luce del giorno arriva improvvisa

mentre sto vagando

nel buio.

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