La Specchiera

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Voi tutti conoscete Vogue, il mensile fondato nel 1892 a New York da Arthur Balwin Turnure, universalmente considerato una delle più autorevoli fonti in tema di moda, sfilate, tendenze e bellezza. Vogue, per lunghi anni utilizzato come ferma porte negli  atelier per la sua considerevole mole (centinaia e centinaia di pagine patinate per lo più pubblicitarie), ha una versione online, che non cessa di essere un esclusivo veicolo di visibilità per i brand, ma almeno non contribuisce al rischio estinzione della foresta amazzonica. Come poteva mancare su Vogue.it un necessario, quanto illuminante articolo sull’outfit di Natale e Capodanno? Il periodo dell’anno più amato dalle caporedattrici delle riviste femminili è universalmente quello che va da dicembre a gennaio, quando le occasioni di shopping si moltiplicano, e ogni donna, anche la più asociale, è costretta a partecipare a una festa. Che siate invitate al brindisi aziendale degli auguri o al Gran Galà di Capodanno dello Sporting Club di Montecarlo, scommetto che siete già attanagliate dall’amletico dubbio: “Total black o rosso cardinalizio?”, “Paillettes o cristalli?”, “Maculato o frange?”

Vogue.it è pronto a venirci in soccorso con The Christmas Essential, una Gallery dei principali must have delle festività. E qui casca l’asino, anzi, la renna, perché con il suo articolo la redattrice di Vogue ci spinge ad una riflessione metafisica, al limite del sovrumano. “Cosa non deve mancare nel guardaroba e nella specchiera da toeletta?

Cazzo, la Specchiera non l’avevo considerata.

Alle soglie della golden age (quella che va dai ventitré anni all’infinito), non solo non so se possiedo una specchiera, ma non ho nemmeno idea di cosa parli l’ineffabile giornalista, usando un tale astruso nome di cosa. Per fortuna che c’è Google. Solo il campione dello spionaggio globale può svelare l’arcano! Ma dopo aver googlato sono al punto di partenza: i primi dieci risultati della lista fanno riferimento a giocattoli per bambine, nella migliore tradizione sessista italica. La Specchiera dei Trucchi ti trasporta nel magico mondo Crazy Chic, grazie alle scintillanti luci al led e ad un vero set di cosmetici. Trattasi dunque di una sorta di camerino? Un ambaradan che riproduce un camper attrezzato, un circus, un avanspettacolo ambulante? Qualche aiuto ce lo fornisce Alberto Angela, che nel suo reportage sulla vita di Sissi racconta della leggendaria Specchiera da Toeletta dell’Imperatrice d’Austria.  La regina e consorte di Francesco Giuseppe I d’Asburgo-Lorena trascorreva anche tre ore al giorno alla Toeletta, solo per acconciarsi i lunghissimi capelli che le arrivavano fino alle caviglie.

“Amore, se non sai cosa farmi per Natale, perché non mi regali una Specchiera?”

Se il marito o il fidanzato si appella al Quinto emendamento o cita l’articolo 27 della Costituzione italiana, vuol dire che avete esagerato, ma il problema persiste. Il sistema deve per forza tradire una stortura al limite del paradossale, se non troviamo traccia di una Specchiera nel catalogo dell’IKEA.  Cosa resta da fare? In realtà non molto: la scelta è se prenderci la sbornia della vita, fumare crack o buttarci a capofitto nella maratona Sex and the City, ma sono solo palliativi. La clamorosa mancanza di una Specchiera nella nostra vita apre voragini di significato e ci proietta sull’orlo di un baratro di perdizione.

C’è solo una possibilità: accingiamoci a mangiare e a bere fino a scoppiare per tutto il tempo delle Feste, senza remore. Nessuna Specchiera ci rimanderà la nostra grassa e disfatta immagine, per fortuna.

#fashionisnotacanyon

Outfit per un’estinzione

In questi giorni tutti abbiamo letto l’articolo di Esquire.com Cronaca di un’apocalisse annunciata, in cui Massimo Sandal ci aggiorna sulle conseguenze nefaste e imminenti del riscaldamento globale. Quello che non fa il pur bravo giornalista è rispondere alla domanda cruciale, che peraltro sorge spontanea: “Global warming: cosa mi metto?”

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Arrugginite

Photo by Vidar Nordli-Mathisen on Unsplashvidar-nordli-mathisen-1062188-unsplash.jpg

Che colore indossate oggi? Siete vestite di nero, di blu o di grigio? Non vi siete accorte che è esplosa la mania del rust, il colore per tutte le donne, per tutte le etnie, per tutto il giorno? Dalle Alpi alle Piramidi, da Parigi a New York, da Berlino a Napoli, il rust invade gli armadi, dopo essere stato proposto nelle passerelle. Rust is the new black. Rust never die. O rust o niente.

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Istruzione superiore, ricerca e innovazione: cosa indossare?

Photo by Victor Garcia on Unsplashvictor-garcia-605537-unsplash

Sei un’insegnante alle medie o all’università? Ti hanno appena offerto un posto al CNR o alla Biblioteca Vaticana? A venticinque anni sei già ricercatrice alla Facoltà di matematica della Normale di Pisa? Sei un medico, non importa la specializzazione? Il tuo cervello ha decisamente più appeal delle tue tette?

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Il pelo nell’uomo

Barba (foto di Andrew Welch)Andrewwelch

I tabù della società occidentale sono innumerevoli e quasi sempre legati alla sessualità.

Uno per tutti, la fobia dei peli, che ha raggiunto proporzioni allarmanti.

Non so se esista una parola per esprimere la sensazione di disagio o di ripugnanza causata dai peli che crescono sul corpo umano, ma mi preoccupa l’escalation che dagli anni Sessanta in poi ha portato la popolazione occidentale a dichiarare una guerra totale contro il pelo. Continua a leggere

LA PROVA COSTUME

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Non c’è gusto in Italia a essere sé stessi. Ci provano sempre a sminuirti. Con l’estate poi, tutto precipita, e basta un cono gelato consumato furtivamente sotto il getto dell’aria condizionata a farci sentire, in una parola, grassi.

C’è chi addirittura si considera OBESO ma sono spesso esagerazioni, percezioni distorte di menti bombardate dalla pubblicità dello yogurt lassativo  e dalle inquietanti apparizioni della soubrette cadavere tenuta insieme con il biadesivo.

Nei mesi estivi tocca spogliarsi e non c’è niente da fare. Il riscaldamento globale non ci dà scampo e almeno le braccia cellulitiche bisogna mostrarle. Si possono quasi ignorare i piedi tozzi racchiusi nei sandali da frate, le estremità laccate separate da fragili infradito, le caviglie gonfie incorniciate da vani orli rassegnati. A poco a poco, la leggera inquietudine quotidiana che invita a rifuggire gli specchi e ogni superficie riflettente, si trasforma in autentico orrore quando diventa palese che i vecchi costumi con l’elastico smollato non si possono più indossare senza vergogna, ed è veramente giunto il momento di varcare la soglia del negozio e comprarne uno NUOVO. Continua a leggere